Come lo Yoga ha influito sulla mia vita? 💊 #3 Espongo le mie vulnerabilità in merito a "Vita & Morte", "Vortici mentali" e "Mantra".

Dopo aver parlato di Verità, veridicità e Smettere di scappare e d...

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Dopo aver parlato di Verità, veridicità e Smettere di scappare e di Denaro, avidità ed Equanimità nei precedenti post, eccomi a te con la terza pillola di come lo yoga ha influito sulla mia vita.

Vita & Morte

Grazie allo yoga ho realizzato che la morte non è null’altro che la naturale conseguenza dell’essere nato e a non avere timore della morte in sé, essendo essa solo un concetto legato alla nostra esperienza terrena di anime all’interno di un involucro fisico necessario a fare esperienza in questa dimensione (pseudo) materiale.

Vortici mentali

Ho trovato molto interessante il concetto di vortici mentali, ovvero della continua attività mentale che ci distoglie dal percepire la nostra vera natura di esseri spirituali che stanno avendo una esperienza nella materia grazie a un corpo umano in grado di trasmettergli sensazioni ed emozioni.



Mantra (e Kirtan)

Condivido con gioia le mie esperienze della potenzialità nel recitare mantra e i benefici della bhakti yoga, ovvero dello yoga devozionale.

Quella che più mi ha colpito, è stata in occasione della morte violenta della “mia” cagnolina Lady, avvenuta davanti ai miei occhi per lo schiacciamento del suo cranio sotto la ruota posteriore di un’auto in movimento. Dopo essermi velocemente recato dal veterinario con la speranza di un possibile salvifico intervento e aver da lui ricevuto la notizia che non c’era più nulla da fare, sono andato a camminare in campagna con gli altri due “miei” cani.

Allora mi è esploso un pianto apparentemente incontrollabile ed ho avuto la brillante idea di provare a recitare il Mahamrityunjaya Mantra: se è vero che non è possibile recitare un Mantra mentre si piange, ho realizzato che è altrettanto vero che insistendo nel recitarlo, si smette di piangere e si ottiene un adeguato distacco emotivo.






Seguendo il consiglio della mia insegnante di yoga tibetano, alla morte di mio padre ho recitato per tre settimane il mantra Auṃ maṇi padme hūṃ. Ho percepito la gioia di accompagnare il mio babbo durante il suo percorso del bardo (ovvero, lo stato intermedio di transizione tra la morte e la rinascita).
Sto facendo analoga esperienza da venerdì pre-pasquale, giorno in cui “mia suocera” ha lasciato il corpo.





Infine due mie esperienze con la recitazione del Maha Mantra (che significa Grande Mantra) Hare Krishna (guarda l'interessante film su Prabupada, il guru indiano che ha portato la filosofia orientale in occidente), una che mi ha trasmesso sensazione di benessere “spirituale” e una che mi ha dato un risultato pratico e diciamo “più materiale”:

  • nell’Ashram di Shivananda a Rishikesch, partecipando a una recitazione in gruppo, ho notato un grande senso di gioia e di benessere mentale, simile a quanto provo durante le serate di Kirtan;
  • anni fa, dopo aver ricevuto l’insegnamento del Maha Mantra e delle sue potenzialità presso il centro di Hare Krishna di Albettone (VI), alcuni giorni dopo l’ho recitato recandomi in auto al mio centro yoga: come mai successo prima, in una via in cui è sempre difficile trovare pargheggio, ho trovato immediatamente un comodissimo posto in cui lasciare in sosta la mia auto. Potrà sembrare un’esperienza banale, ma nulla accade per caso, vero?





Unità e oneness

Durante la mia prima separazione dalla mia attuale compagna, non senza fatica mi ero letto “Sri Aurobindo l'Avventura della Coscienza” scritto da Satprem, un discepolo di Mère (compagna spirituale di Sri Aurobindo). Sono trascorsi tanti anni dalla lettura di questo libro che - pur non avendo compreso molti concetti in esso espressi, mi aveva messo in contatto con il concetto di oneness, di cui ero rimasto (e tuttora sono) colpito: se non avessi già una montagna di libri di yoga in attesa di essere letti, lo rileggerei con la certezza che scoprirei e comprenderei moltissimi concetti che allora non ero in grado di cogliere e comprendere.

La visita all’Aurovalley Ashram e il contatto con la gente di Riscikesh durante il mio recente viaggio in India, mi ha fatto in parte realizzare il concetto di oneness: la non separazione con il tutto.

Infatti l’aspetto che più mi ha colpito e che mi sono portato a casa con gioia è proprio l’incredibile e amorevole disponibilità della gente locale, con la quale ho potuto conversare e condividere esperienze senza percepire la tipica sensazione di separazione (competizione e diffidenza) che viviamo quotidianamente in occidente.

La principale spiegazione che mi sono dato in seguito a questa interessante esperienza è la diversa influenza della loro cultura: un popolo che cresce leggendo la Bhagavad Gita, non può far altro che mettere nella pratica di tutti i giorni i suoi insegnamenti?

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Per questa "puntata" è tutto:

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Un caro abbraccio, con molta gratitudine per la tua preziosa e apprezzata amicizia e... a presto, con la prossima "pillola" di antica cultura e scienza vedica! 🤗